Novità in materia di pensioni per le donne

Si sta per concludere il termine ultimo entro il quale sarà possibile formulare la richiesta, da parte di tutte le donne, per ottenere la pensione a 57 anni e 3 mesi. Con la cosiddetta “opzione contributivo” le donne potranno anticipare il proprio pensionamento, ricevendo in cambio un compenso in misura minore. Per usufruire di questa agevolazione è necessario maturare i requisiti minimi richiesti entro la fine del mese di Novembre, per ciò che concerne le lavoratrici appartenenti al settore privato, o entro la fine di Dicembre per le lavoratrici del settore pubblico.

Decidendo di usufruire dell’agevolazione consentita, le lavoratrici riceveranno una pensione derivata da un calcolo contributivo basato sull’intera carriera professionale, decurtato di circa il 25 o 30%. Sempre più lavoratrici stanno optando per questa opzione, dopo che la riforma che porta la firma del ministro Fornero ha spostato maggiormente in avanti il traguardo della pensione: si è passati da una richiesta da parte di 56 lavoratrici nel 2009, alle quasi 9.000 del 2014.

Questa opzione, proposta circa dieci anni fa, venne approvata in via sperimentale con data di scadenza fissata per il 2015, in modo da poterne valutare gli eventuali benefici. Il termine ultimo è quindi fissato al 31 Dicembre 2015, giorno in cui la legge cesserà definitivamente di esistere (a meno di inaspettati rinnovi voluti dal governo attuale): per conseguire il diritto ad usufruirne è necessario però aver maturato tutti i requisiti necessari entro il 30 Dicembre 2014, esattamente un anno prima della scadenza effettiva, così come previsto dal vecchio “regime delle finestre” in seguito abolito dalla riforma Fornero.

Molte lavoratrici hanno richiesto che si potesse estendere il limite per conseguire i requisiti anche a tutto il 2015, ma non è stato possibile perché, come sostiene il Ministero dell’Economia “le pensioni contributive costano mediamente meno di quelle retributive, è anche vero che la prosecuzione dell’opzione donna porterebbe alla liquidazione anticipata di migliaia e migliaia di trattamenti, con il conseguente effetto di cassa”. Dal primo Gennaio sarà possibile usufruire solamente della pensione di vecchiaia, la quale prevede la possibilità di andare in pensione una raggiunti i 63 anni e 9 mesi di età (che si protraggono fino a 66 anni e 3 mesi di età per quanto riguarda il settore pubblico), e quella anticipata con 41 anni e 6 mesi di contributi versati.

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