La situazione socio – economica italiana relativa all’anno 2013

La crisi economica che da alcuni anni sta interessando il nostro paese ha duramente colpito il settore imprenditoriale, il settore del lavoro e le famiglie, provocando una nuova contrazione dei crediti erogati. Per questo motivo si è assistito alla chiusura di oltre 111.000 aziende, in aumento del 7% rispetto al 2012, per la maggior parte registrate in Lombardia, Emilia Romagna, Campania, Veneto e Sicilia, le regioni con maggiore densità di popolazione.

Conseguentemente alla crisi delle aziende si è verificato un sostanziale accentuamento della precarietà all’interno del mondo del lavoro, in cui la maggior parte dei contratti stipulati (69%) sono atipici e in minima parte si traducono in contratti a tempo indeterminato (31%). Altra grave conseguenza è quella relativa la tasso di disoccupazione che ha raggiunto il livello medio record del 12,7% (battuto solamente a Gennaio 2014 con il superamento del 13%), livello che cresce notevolmente (oltre il 20%) se si considerano il sud e le isole, raggiungendo un picco del 40% per i giovani al di sotto dei 25 anni: rispetto al 2012 il numero dei disoccupati è cresciuto di oltre 300.000 unità, e di 600.000 rispetto al 2011.

Questa fragilità riscontrata all’interno del mercato del lavoro ha avuto serie ripercussioni sul reddito a disposizione delle famiglie, che ha segnato una diminuzione pari all’1,1%, che si sono viste diminuire notevolmente il loro potere d’acquisto. Anche i consumi finali, ovvero l’insieme dei beni e servizi destinati a soddisfare i bisogni individuali, ha registrato una diminuzione dell’1,3%, così come il numero di investimenti dedicati all’acquisto di abitazioni che è sceso del 4,6%, segnando anche la situazione socio – economica nazionale.

http://www.unirec.it/public/my_files/Quarto_rapporto_annuale_UNIREC.pdf

Anche Unicredit tra gli istituti aderenti al Nodo dei Pagamenti-SPC

Unicredit S.p.a., tra i primi gruppi di credito presenti in Italia e in Europa, ha aderito al progetto “Pago la PA”, nato con l’intento di permettere sia a privati che ad aziende di effettuare i propri pagamenti tramite l’utilizzo di strumenti elettronici in favore della pubblica amministrazione e dei gestori di servizi. L’accordo stipulato con l’Agenzia per l’Italia Digitale – AgID e la Presidenza del Consiglio dei Ministri si inserisce all’interno della recente regolamentazione introdotta dall’Unione Europea, per quanto riguarda i servizi di pagamento, con la Single Euro Payments Area – SEPA e con la Payment Services Directive – PSD,2007/64/EC. L’istituto, con la stipula dell’accordo, si impegna a realizzare un sistema per i pagamenti elettronici destinati alle pubbliche amministrazioni, secondo le linee guida contenute nell’art.5 del Codice dell’Amministrazione Digitale – CAD, e le necessarie infrastrutture per la gestione degli stessi.

L’adesione del gruppo Unicredit è di notevole importanza per il progetto poiché l’azienda annovera tra i propri clienti, i quali potranno beneficiare del servizio, il 50% delle Regioni, il 40% dei Comuni con più di 100.000 abitanti, il 25% delle Provincie e il 35% delle università statali. I clienti potranno quindi decidere attraverso quale canale effettuare i pagamenti (bonifico bancario, MAV, addebito diretto in conto, carte di credito, home banking, mobile banking, ATM…) semplificando notevolmente ogni tipo di operazione.

Soddisfatta anche la responsabile AgID dell’iniziativa Maria Pia Giovannini per il risultato ottenuto, grazie al quale è stato possibile raggiungere più della metà degli utenti bancari raggiungibili per via elettronica garantendo loro una maggiore libertà di scelta per quanto riguarda gli strumenti di pagamento.

Francesco Francioni, Head of GTB Commercial Banking Italy Unicredit, ha commentato sostenendo che “Unicredit intende giocare un ruolo di primo piano nell’ambito della sfida della digitalizzazione del Paese” grazie all’introduzione dei nuovi innovativi strumenti i quali consentiranno di avvicinare Pubblica Amministrazione e cittadini.